Fermiamo lo scempio dell'università italiana.

Rete 29 Aprile

Perché non faccio lezione?


Il motivo alla base della sospensione delle lezioni in molte università italiane é la protesta dei ricercatori universitari, molti dei quali hanno deciso di non dare la propria disponibilità a tenere corsi.
La protesta causa senza dubbio un disagio a chi sta per affrontare questo anno accademico, ma vuole difendere il diritto di un'intera generazione di studenti a poter fruire di un'università pubblica di qualità.


Perché hanno deciso di protestare?

La risposta a questa domanda è duplice.


Ma... possono farlo?

Dal 1980, quando è stata istituita la loro figura, i ricercatori hanno come unico compito istituzionale la ricerca scientifica. L'attività didattica in aula è sempre stata svolta dai ricercatori:


Perché proprio adesso?

Come spiegato non si tratta di uno sciopero, ma di una manifestazione del fatto che i ricercatori sono un pilastro indispensabile su cui si regge l'offerta didattica di qualità della nostra Facoltà.

Questa decisione è presa con grande dispiacere nel rinunciare ad un'attività sempre svolta con gratificazione, e nell'interesse degli studenti.

Questa forma di protesta, attuata adesso, senza esitazioni, finché il DDL Gelmini è in discussione, è l'unico modo per ottenere che l'Ateneo, in tutte le sue componenti, abbia a disposizione una reale forma di pressione sul legislatore, e che i veri problemi dell'università pubblica siano resi manifesti alla società civile.


Dove posso trovare aggiornamenti sullo stato della protesta?

La mobilitazione è nazionale ed è coordinata nella Rete 29 Aprile. Sul sito sono contenuti tutti i materiali informativi e sono ospitati forum di discussione. I comunicati più importanti sono postati sulla pagina Facebook della Rete.
Naturalmente sono a disposizione di tutti gli studenti che desiderassero approfondire l'argomento e ricevere spiegazioni più dettagliate.